Glossario · Denaro e imposte
Spese di viaggio
Costi sostenuti per motivi professionali per trasferte, pernottamento e vitto durante il viaggio verso un set o un casting, che possono essere rimborsati o dedotti fiscalmente.
Le spese di viaggio sono costi che sostenuti perché sei in viaggio per un incarico: costi di trasporto, pernottamento, maggiori spese per il vitto e costi accessori come parcheggi o bagagli. Fiscalmente rientrano nelle spese d’esercizio, se le sostieni tu; nei rapporti con la produzione sono un punto da negoziare oltre al compenso.
Quattro categorie con regole diverse
Costi di trasporto
Per treno, volo o taxi contano i costi effettivi indicati sul biglietto o sulla ricevuta. Se viaggi con la tua auto, puoi applicare un’indennità chilometrica oppure i costi effettivi proporzionali del veicolo, se il veicolo appartiene al patrimonio aziendale. L’indennità forfettaria viene adeguata regolarmente e per questo non viene indicata qui.
Pernottamento
Sono deducibili i costi effettivi dell’hotel indicati in fattura. La colazione inclusa deve essere scorporata, perché il vitto segue una disciplina specifica.
Vitto
Il cibo consumato durante il viaggio non viene considerato sulla base delle ricevute, bensì tramite importi forfettari in funzione della durata dell’assenza. I dettagli sono riportati alla voce maggiori spese per il vitto.
Costi accessori
Anche i parcheggi, i supplementi per il bagaglio, le prenotazioni del posto o i mezzi pubblici nella località di destinazione rientrano tra queste spese, sempre dietro presentazione di un documento giustificativo.
Quando un viaggio è professionale
Per i lavoratori autonomi, il punto di riferimento è la propria sede d’attività; per la maggior parte degli interpreti è l’abitazione da cui organizzano la propria attività. I viaggi verso set, studi o casting variabili sono quindi motivati professionalmente. Un viaggio che combina motivi professionali e privati, per esempio un set con una vacanza aggiunta, può essere considerato solo in proporzione. La quota privata resta esclusa.
Rimborso da parte della produzione
Molte produzioni sostengono direttamente le spese di viaggio, prenotando autonomamente il biglietto o l’hotel. In tal caso per te non si verifica né un’uscita né un’entrata. Se invece la produzione rimborsa costi che hai anticipato tu, il rimborso costituisce un’entrata e i costi originari restano una tua spesa. Se non applichi il regime dei piccoli imprenditori, il rimborso riaddebitato rientra di norma nel corrispettivo e viene fatturato con l’imposta sul fatturato. Molti lo trovano sorprendente, perché sembra una semplice rifusione.
In assenza di un accordo, nel dubbio si considera che il compenso copra tutto. L’aspetto organizzativo, cioè chi paga cosa e quando deve essere chiarito, è descritto alla voce rimborsi spese; ciò che può essere fatturato in aggiunta è illustrato nell’articolo Spese di viaggio, rimborsi spese, tempo di attesa.
Documenti giustificativi da conservare
- Biglietti, conferme di prenotazione e fatture dell’hotel, possibilmente intestati a te.
- Per i viaggi in auto, un registro di viaggio con data, partenza, destinazione, chilometri e motivo.
- Il collegamento con l’incarico, per esempio il Call Sheet o la conferma di prenotazione, per dimostrare il motivo professionale.
- Ricevute per i costi accessori, anche per importi ridotti.
Prima di accettare un incarico, verifica la distanza dal set e confronta le spese di viaggio con il compenso. Un incarico breve con un lungo viaggio di andata può convenire poco senza rimborso. Metti per iscritto l’accordo sulle spese di viaggio, preferibilmente nello stesso messaggio in cui concordi il compenso.
Questa voce illustra i principi fondamentali e non sostituisce una consulenza fiscale; chiarisci gli importi forfettari e i casi particolari con un consulente fiscale o con l’ufficio delle imposte.
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